La longevità è una conquista, ma richiede una preparazione finanziaria adeguata. Una recente ricerca* su oltre 11.800 persone over 50 in 13 mercati mette in luce un dato importante: il 42% degli intervistati a livello globale e il 57% degli italiani non risultano pianificati adeguatamente rispetto alla durata dei propri risparmi previdenziali. In altre parole, molte persone rischiano di arrivare alla pensione con risorse insufficienti per coprire gli ultimi anni di vita.

Il divario diventa ancora più evidente se si guarda allo scenario più estremo della longevità. Entro il 2050 il numero di centenari è destinato a crescere in modo significativo e, se si considera questa prospettiva, la quota di chi potrebbe esaurire i risparmi negli ultimi dieci anni di vita sale all’81% nel mondo e addirittura all’89% in Italia. Un dato che mostra quanto sia urgente ripensare la previdenza non come tema lontano, ma come parte della pianificazione finanziaria di oggi.

La ricerca evidenzia anche una distanza tra percezione e realtà. A livello globale, il 68% dei pensionati descrive il proprio futuro come positivo, contro il 56% di chi è ancora al lavoro. In Italia il quadro è simile: il 68% dei pensionati guarda con fiducia alla propria situazione, mentre tra i prepensionati il dato scende al 50%. Questo suggerisce che la fiducia cresce spesso solo quando si arriva alla fase finale del percorso, ma sarebbe molto più utile costruirla prima.

Un altro segnale interessante riguarda il lavoro in pensione: il 70% degli occupati a livello globale pensa che continuerà a lavorare in qualche forma anche dopo il pensionamento. Per il 38% la motivazione principale è restare attivo mentalmente e fisicamente, mentre il 26% lo farebbe per necessità economiche. Anche qui emerge un messaggio chiaro: la pensione del futuro sarà più lunga, più flessibile e più complessa da finanziare. 

*Fonte: Fidelity International e National Innovation Centre for Ageing (NICA), ottobre 2025